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Stress lavoro-correlato: il nuovo modello INAIL e l’analisi di Sara Guarnacci per promuovere salute e competitività in azienda

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Stress lavoro-correlato: cosa cambia con il nuovo modello INAIL

Nel 2025 l’INAIL ha introdotto una nuova piattaforma per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, spingendo le aziende italiane ad adottare un approccio più strutturato e integrato alla prevenzione del disagio psicosociale. Lo stress legato all’attività lavorativa non è più un tema confinato alle risorse umane, ma un vero e proprio indicatore di benessere e competitività aziendale.

Il nuovo sistema prevede una valutazione più rigorosa, basata su dati oggettivi (assenze, turnover, carichi di lavoro) e soggettivi (percezione del clima interno, motivazione, soddisfazione). Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve trasformarsi da obbligo formale a strumento per migliorare l’organizzazione.

Un elemento centrale della nuova piattaforma è il coinvolgimento attivo dei lavoratori nel processo di valutazione, attraverso questionari, interviste e momenti di condivisione. Inoltre, la valutazione del rischio psicosociale non può più avvenire a intervalli fissi, ma richiede un monitoraggio continuo, soprattutto in caso di eventi critici come fusioni, riorganizzazioni o smart working prolungato.

Prevenire lo stress significa anche migliorare l’efficienza interna: una valutazione accurata può far emergere problemi organizzativi latenti, come conflitti, carichi eccessivi o comunicazione inefficace. Per questo, è utile integrare la valutazione con piani d’azione concreti, come attività di team building, coaching, revisione delle procedure e politiche di flessibilità.

Un aspetto cruciale è la formazione, che deve coinvolgere tutti i livelli aziendali per riconoscere i segnali di disagio e adottare comportamenti preventivi. Questo favorisce un cambiamento culturale che trasforma lo stress da questione individuale a responsabilità condivisa.

Infine, adottare un sistema di gestione efficace del rischio psicosociale produce benefici tangibili: riduzione dell’assenteismo, maggiore engagement, migliore clima interno e capacità di attrarre e trattenere talenti. In un contesto dove la sostenibilità sociale è sempre più rilevante, prendersi cura del benessere psicologico dei lavoratori rappresenta una scelta strategica per il futuro dell’impresa.